Santo del giorno 26 aprile: Santi Guglielmo e Pellegrino

News del 26/04/2024 Torna all'elenco delle news

Santi Guglielmo e Pellegrino padre e figlio, patroni di Foggia, dove erano giunti in pellegrinaggio da Antiochia. Le loro reliquie sono conservate nella Parrocchia dei Santi Guglielmo e Pellegrino, dove è esposta la scultura con i due santi in foto.

 

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La loro storia è stata tramandata nel libro “Memorie della città di Foggia“, scritto dal Canonico Manerba. Entrambi abitavano ad Antiochia. Guglielmo amministrava i suoi beni, mentre il suo unico figlio, Pellegrino, manifestò un particolare attaccamento al sentimento religioso. Decise di abbandonare ogni tipo di agio e di visitare la Terra Santa.  Rimase a Gerusalemme prestando la sua opera in un ospedale.Entrambi abitavano ad Antiochia, dove San Guglielmo amministrava i suoi beni, e il suo unico figlio, Pellegrino, fin da piccolo manifestò un particolare attaccamento al sentimento religioso; abbandonato ogni agio decise di visitare la Terra Santa e rimase a Gerusalemme, prestando la sua opera in un ospedale.

Anni dopo San Guglielmo, dopo aver cercato invano d'ottenere notizie del figlio, andò alla sua ricerca nonostante l'età: giunto a Gerusalemme, però, si ammalò e fu ricoverato nello stesso ospedale dove era suo figlio; Guglielmo non lo riconobbe, Pellgrino invece, pur riconoscendo il padre, non volle manifestarsi per timore d'essere distolto dalla sua opera.                               

Tuttavia, quando San Guglielmo sembrava quasi moribondo ed era sconfortato per la propria sorte, il figlio ritenne doveroso farsi riconoscere: ben presto il padre riebbe le forze e, convinto dei desideri del figlio, lo seguì nella sua peregrinazione.

In seguito, tornati ad Antiochia, donarono i loro averi ai poveri e iniziarono un viaggio che li portò anche in Italia, vivendo d'elemosine, aiutando i malati. Giunti a Brindisi, visitarono il Santuario di San Nicola di Bari, quello di San Michele sul Gargano, quello dell'Incoronata e per ultimo quello della Iconavetere di Foggia.

Qui, dopo aver venerato l'Iconavetere, i due si abbracciarono e morirono, dando luogo a due fenomeni strabilianti: prima il padre mutò nel figlio e poi il figlio nel padre, e dal bastone dei pellegrini germogliarono dei ramoscelli.

Ciò avvenne il 26 Aprile dell'anno 1146.

Secondo una tradizione differente, Guglielmo e Pellegrino, rispettivamente padre e figlio, partirono, in tempi diversi da Antiochia, loro città natale, per un pellegrinaggio verso i luoghi santi dell’Occidente. Peregrinarono a lungo e visitarono il Sacro Speco di san Michele sul Gargano. Giunti a Foggia, si ritrovarono e si riconobbero ai piedi del Sacro Tavolo e, abbracciatisi, spirarono.

Le loro reliquie sono conservate nella Chiesa dei Santi Guglielmo e Pellegrino in un'urna posta sotto l'altare.

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