Santo del giorno 11 maggio: Sant'Ignazio da Laconi

News del 11/05/2024 Torna all'elenco delle news

Sant'Ignazio da Laconi, il santo più venerato in Sardegna, al secolo Vincenzo Peis,  frate cappuccino questuante che ovunque portava il suo conforto, l'aiuto alla soluzione dei problemi, operando guarigioni e conversioni. E' patrono della provincia di Oristano ed è venerato dai sardi come patrono degli studenti pur essendo analfabeta. La scrittrice Grazia Deledda lo definì:“l’uomo più ricordato del Settecento sardo”. Le sue spoglie riposano nella chiesa dei Cappuccini meglio conosciuta come chiesa di Sant'Ignazio a Cagliari, dove si trova anche la cella dove visse.

 

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Martirologio romano: Sacerdote, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che a Cagliari, per le piazze della città e le taverne dei porti instancabilmente mendicò offerte per sovvenire alla miseria dei poveri

 

 

La testimonianza più bella e certamente rispecchiante la realtà, ci viene dal contemporaneo pastore protestante Giuseppe Fues, cappellano del reggimento di fanteria tedesco “von Ziethen”, al servizio del re di Sardegna e di stanza a Cagliari, il quale nel 1773 scriveva ad un suo amico in Germania: “Noi vediamo tutti i giorni mendicare attorno per la città un santo vivente, il quale è un frate laico dei cappuccini e si è acquistato con parecchi miracoli la venerazione dei suoi compatrioti”. Il frate era Ignazio da Laconi, che ancora in vita veniva chiamato “padre santo”. Nacque a Laconi (Nuoro) il 17 novembre 1701, secondo dei nove figli di genitori poveri ma ricchi di fede; al battesimo gli fu imposto il nome di Vincenzo. Crebbe timorato di Dio e ancora adolescente già praticava digiuni e mortificazioni; non frequentò scuole e non imparò mai a scrivere, ma andava ogni giorno a Messa e faceva il chierichetto.

A diciotto anni si ammalò gravemente e fece voto di entrare fra i cappuccini se fosse guarito; ma una volta risanato non mantenne il voto; due anni dopo il suo cavallo si mise a correre sfrenatamente senza controllo ai bordi di un precipizio, improvvisamente si bloccò e Vincenzo fu salvo per la seconda volta, allora ricordò la promessa fatta. Aveva 20 anni quando il 3 novembre 1721, Vincenzo si presentò al convento di Buoncammino a Cagliari e indossò l’abito dei Cappuccini, prendendo il nome di fra’ Ignazio da Laconi.

Dopo il prescritto anno di Noviziato, fu trasferito nel convento di Iglesias, dove fu addetto alla questua nelle campagne del Sulcis. Poi fu richiamato al convento di Buoncammino di Cagliari e destinato al lanificio del convento, dove si confezionava il tessuto per i religiosi.

Nel 1741 a 40 anni venne impiegato come questuante nella città di Cagliari, considerato un compito di grande importanza e responsabilità. Cagliari fu per 40 anni il campo del suo apostolato, svolto con efficacia e tanto amore tra i poveri; il cappuccino questuante è stato nei secoli, la figura umile e grande che portava la realtà del chiuso dei conventi in mezzo alla gente.

Si chiedeva l’offerta per i bisogni del convento e per i poveri, ma allo stesso tempo portava un consiglio, la Parola di Dio e interveniva a districare situazioni difficili. Frate Ignazio fu venerato da tutti per lo splendore delle sue virtù e per i molti miracoli da lui operati; per la sua attenzione verso le necessità materiali dei poveri che indirizzava al convento, ma anche per quelle spirituali, la sua bontà fu strumento di riconciliazione e di conversione per molti peccatori.

Nel 1779 frate Ignazio divenuto cieco, venne dispensato dalla questua, ma per sua volontà volle continuare a partecipare alla vita comune dei frati. Morì a Cagliari l’11 maggio 1781 all’età di 80 anni; per due giorni una folla impressionante di popolo e persone importanti, sfilò davanti al feretro del cappuccino per rendergli omaggio.

La fama della sua santità era molto diffusa; dopo la morte aumentò ancora anche per i frequenti miracoli che si verificavano per la sua intercessione.

Fu beatificato da Pio XII il 16 giugno 1940 e proclamato santo dallo stesso pontefice il 21 ottobre 1951.

S. Ignazio da Laconi, viene celebrato l’11 maggio e in Sardegna ed è considerato il patrono degli studenti.

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Per tutta la vita percorre a piedi la città, chiedendo l’elemosina per i poveri e per i frati. Un compito tutt’altro che facile per lui che non è andato a scuola, non sa né leggere né scrivere e parla solo il dialetto sardo. Eppure tutti gli vogliono bene e lo rispettano, chiamandolo su santixeddu (“il santarello”). Il misero frate indossa un povero saio; ha la barba lunga e bianca; cammina con i sandali sia d’estate, sia d’inverno; porta una bisaccia a tracolla per trasportare quello che gli viene donato in strada e nelle taverne. I bambini poveri lo accompagnano festanti per sentire parlare di Gesù, del Vangelo e delle parabole che sembrano delle favole e anche per avere un pezzo di pane. Per la sua bontà avvengono tante conversioni.

Un giorno Ignazio da Làconi ha una visione. Il cappuccino è affaticato perché sta trasportando una pesante brocca d’acqua, quando la Mamma Celeste appare per confortarlo. Accadono anche altri fatti prodigiosi: durante una grave carestia Fra Ignazio raccoglie delle pietre che, strada facendo, diventano pagnotte calde. Un’altra volta un pastore nega al frate del formaggio chiesto in elemosina. Alcune forme di cacio, però, si mettono a rotolare da sole inseguendolo mentre sta andando via. Di fronte al prodigio, il pastore regala al frate tanto buon formaggio. 

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